Di Alessandra Calini

Il tuo gatto mangia davvero bene?

Se il tuo gatto corre verso la ciotola ogni volta che la riempi, mangia con appetito e sembra stare bene, significa automaticamente che sta ricevendo tutto ciò di cui ha bisogno?

Non necessariamente.

Quando si parla di alimentazione felina è facile concentrarsi su ciò che vediamo ogni giorno: quanto mangia, se gradisce il cibo, se svuota la ciotola oppure no. In realtà, valutare una dieta significa guardare un po' più in profondità.

Il problema è che i gatti sono maestri nel mascherare il disagio. Per questo molti segnali legati all'alimentazione — variazioni del peso corporeo, perdita di massa muscolare, cambiamenti nella qualità del mantello o dell'attività quotidiana — tendono a comparire gradualmente e spesso passano inosservati nelle fasi iniziali.

Una buona alimentazione non deve semplicemente fornire calorie. Deve fornire nutrienti.

Proteine di elevata qualità biologica, grassi adeguati, vitamine, minerali e tutti quei componenti essenziali che permettono all'organismo di funzionare correttamente nel tempo.

Per questo motivo il termine “alimento completo” non significa soltanto che il gatto riceverà abbastanza energia per affrontare la giornata. Significa che la ricetta è stata formulata per apportare tutti i nutrienti essenziali nelle corrette proporzioni, evitando squilibri che nel lungo periodo potrebbero influenzare salute e benessere.

Questo è ancora più importante nel gatto, una specie con esigenze nutrizionali molto specifiche.

Il gatto è infatti un carnivoro stretto. A differenza di molte altre specie, ha mantenuto nel corso dell'evoluzione una forte specializzazione verso nutrienti di origine animale. Alcuni aminoacidi, vitamine e acidi grassi devono quindi essere necessariamente introdotti con la dieta perché il suo organismo non è in grado di produrli autonomamente in quantità sufficienti.

E c'è un altro aspetto interessante che spesso dimentichiamo: in natura il gatto non mangia sempre la stessa cosa.

Alcuni studi che hanno osservato popolazioni di gatti liberi hanno mostrato come, quando ne hanno l'opportunità, possano consumare prede differenti anche nell'arco della stessa giornata.
Non si tratta soltanto di varietà "per gusto", ma di un comportamento che riflette milioni di anni di adattamento come piccolo predatore opportunista.

Topolini, piccoli uccelli, rettili e insetti presentano infatti composizioni nutrizionali leggermente diverse tra loro. Questa variabilità contribuisce naturalmente ad ampliare il ventaglio di nutrienti assunti e rappresenta una caratteristica tipica del comportamento alimentare felino.

In questo senso gli alimenti complementari aiutano a rispondere a questa esigenza anche nel gatto domestico, garantendo una variabilità su base giornaliera.

Quando scegliamo un alimento dovremmo quindi porci una domanda diversa.

Non soltanto: "Lo mangia volentieri?"
Ma soprattutto: "Risponde davvero alle sue esigenze?"

Una buona ricetta dovrebbe partire da fonti proteiche animali di qualità, essere formulata per soddisfare tutti i fabbisogni nutrizionali del gatto e contenere ingredienti selezionati in funzione delle sue caratteristiche biologiche.

Oggi alcune formulazioni includono anche ingredienti botanici che vengono scelti per arricchire ulteriormente il profilo della ricetta e integrarsi in una visione più ampia del benessere dell'animale.

Ricordiamoci che una buona alimentazione non è sempre quella che piace di più a noi. È quella che, giorno dopo giorno, aiuta il gatto a mantenere salute, vitalità, massa muscolare, benessere digestivo e qualità della vita.

Perché mangiare bene significa molto più che mangiare con appetito.