Di Alessandra Calini

Il gatto beve poco: perché succede e cosa fare

Probabilmente avrai notato che la ciotola dell'acqua del tuo gatto rimane quasi sempre piena. Lui passa vicino, la ignora, e va avanti con la sua giornata.
Ma starà bevendo abbastanza?
La risposta breve è: dipende da cosa mangia. La risposta lunga è un po' più interessante.

I gatti sono discendenti di animali del deserto. I loro antenati vivevano in ambienti aridi, dove l'acqua stagnante era spesso contaminata e una fonte libera e sicura era tutt'altro che garantita.

In quel contesto, il corpo felino ha sviluppato un adattamento preciso: ricavare la maggior parte dei liquidi necessari non da una fonte d’acqua, ma direttamente dalle prede (per esempio un topo, un uccellino o un rettile contengono tra il 65 e il 75% di acqua).
Questo adattamento evolutivo è ancora attivo nel gatto domestico di oggi. Il suo meccanismo della sete è naturalmente meno sensibile rispetto ad altre specie. Aspetta di essere moderatamente disidratato prima di sentire lo stimolo di bere - il che significa che se il suo cibo non fornisce liquidi, può restare in uno stato di lieve disidratazione cronica senza mostrare segnali evidenti.

Il fabbisogno idrico del gatto dipende principalmente dal suo peso corporeo e dal suo tipo di alimentazione. In linea generale, un gatto adulto ha bisogno di circa 40-60 ml di acqua per kg di peso corporeo al giorno, ma buona parte di questa quota può e dovrebbe arrivare dal cibo.
Un gatto che mangia esclusivamente crocchette (contenuto d'acqua inferiore al 10%) deve compensare bevendo molto di più rispetto a uno che riceve anche alimento umido (contenuto d'acqua superiore al 70%).
Se il secondo tipo di dieta non viene integrata con una fonte d'acqua abbondante e accessibile, il rischio di idratazione insufficiente è concreto.

La disidratazione lieve nel gatto è difficile da riconoscere a occhio nudo: questi sono alcuni dei segnali a cui prestare attenzione:

  • Urine molto concentrate e scure: se la lettiera mostra grumi molto piccoli e di colore intenso, il rene sta lavorando per ridurre al minimo le perdite d'acqua.

  • Pelo meno lucido del solito: la qualità del mantello è uno degli specchi dell'idratazione.

  • Letargia o minor interesse per il gioco: un calo di energia può avere molte cause, ma la disidratazione è tra quelle meno considerate.

  • Test della plica cutanea: pizzicando delicatamente la pelle sulla nuca, dovrebbe tornare subito in posizione. Se rimane sollevata per qualche secondo, può indicare disidratazione. In quel caso è opportuno consultare il veterinario.

Ecco 5 modi per migliorare l’idratazione del tuo gatto:

  • Introdurre l’umido nella sua dieta quotidiana: anche solo un pasto umido al giorno fa una differenza misurabile rispetto a una dieta esclusivamente a secco.

  • Posizionare più ciotole d'acqua in casa: un gatto può preferire bere lontano dalla ciotola del cibo, preferibilmente in un’altra stanza.

  • Usa una fontanella: molti gatti preferiscono l'acqua in movimento a quella stagnante. Le fontanelle per gatti sono economiche e spesso risolvono il problema.

  • Materiale della ciotola: alcuni gatti rifiutano le ciotole di plastica (che trattengono odori) e preferiscono ceramica o acciaio inox.

  • Aggiungi un po' di acqua all'umido: se il tuo gatto mangia i filetti o il paté, puoi aggiungere un cucchiaino d'acqua tiepida direttamente nel cibo. Spesso viene accettata senza problemi.

I filetti umidi CatCrew (disponibili in tacchino, trota, anatra per adulti e pollo per cuccioli) contengono più del 70% di acqua, in linea con la composizione naturale delle prede. Integrarli anche solo in parte nella dieta del tuo gatto è uno dei modi migliori per supportare l'idratazione senza dover "obbligare" il gatto a bere. Per i gatti abituati solo alle crocchette l'introduzione dell'umido va fatta gradualmente, ma, una volta accettato, diventerà la sua parte preferita del pasto!