Di Alessandra Calini

Come cambiare cibo al gatto senza stress (per lui e per te)

Hai deciso di migliorare l'alimentazione del tuo gatto, o magari stai iniziando un abbonamento con un nuovo brand. Apri la confezione e metti il nuovo cibo nella ciotola, ma lui lo annusa, ti guarda, e se ne va.
Benvenuto nel cambio alimentare felino: non è un capriccio, è biologia. E si può gestire, ma solo se sai come farlo.

I gatti hanno una caratteristica comportamentale chiamata neofobia alimentare: una diffidenza naturale verso tutto ciò che è nuovo. In natura, per un piccolo predatore solitario, assaggiare qualcosa di sconosciuto poteva essere pericoloso ed essere cauti aumentava le probabilità di sopravvivenza.
Il gatto domestico ha mantenuto questo istinto intatto. Quindi quando cambi cibo, anche con qualcosa di oggettivamente migliore, lui vede solo qualcosa di diverso da quello che conosce.
I gatti imparano a riconoscere il cibo che considerano sicuro attraverso l'abitudine. Un alimento consumato per mesi diventa un punto di riferimento. Uno nuovo è, per loro, un'incognita.

La regola generale per favorire la transizione è semplice: non cambiare tutto in una volta. Mescola il vecchio e il nuovo cibo in proporzioni che cambiano progressivamente nell'arco di 7-10 giorni.
Questo è uno schema che funziona per la maggior parte dei gatti:

  • Giorni 1-2: 75% vecchio cibo, 25% nuovo

  • Giorni 3-4: 50% e 50%

  • Giorni 5-6: 25% vecchio, 75% nuovo

  • Giorni 7-10: 100% nuovo alimento

Alcuni gatti possono aver bisogno di più tempo, fino a 2-3 settimane. Non bisogna considerarli "troppo lenti": l'importante è che il gatto accetti il nuovo alimento senza disturbi e rifiuti persistenti.

Se il gatto dovesse annusare la pappa e allontanarsi, ci sono alcune variabili su cui puoi lavorare:

  • Temperatura: l'alimento umido servito freddo di frigorifero è meno appetibile. Portarlo a temperatura ambiente o scaldarlo brevemente intensifica l'aroma e spesso cambia la percezione del gatto.

  • Consistenza: evita di cambiare anche la texture del cibo (per esempio se stai passando da crocchette a umido o viceversa) se stai introducendo un cambio di gusto. Assicurati di introdurre le due variabili separatamente per non disorientare troppo il gatto.

  • Posizione della ciotola: alcuni gatti associano il rifiuto non tanto al cibo in sé ma alla situazione. Una ciotola spostata, vicino alla lettiera o in un punto con troppo movimento, può influenzare il gradimento.

  • Pazienza: un gatto che non mangia per un pasto non è un'emergenza. Ma, se il tuo gatto non mangia per 24-48 ore, consulta il veterinario.

I gatti che hanno mangiato sempre lo stesso alimento per anni tendono ad essere più resistenti al cambiamento rispetto a quelli che hanno avuto varietà fin da cuccioli. Non è impossibile, richiede solo più tempo e più gradualità.
Un trucco che funziona spesso: nei primi giorni, aggiungi una piccola quantità di qualcosa di molto appetibile (per esempio un po' di brodo di pollo senza sale e senza cipolla sopra il mix) per rendere il nuovo cibo più invitante.

Durante la transizione è normale osservare qualche variazione nelle feci: consistenza leggermente diversa, frequenza leggermente cambiata. Se la transizione è graduale, questi effetti sono generalmente lievi e transitori.
Se il tuo gatto soffre però di feci molto molli, vomito ripetuto o rifiuto totale del cibo per più di un giorno, meglio rallentare ulteriormente la transizione o consultare il veterinario.

Se stai introducendo le crocchette o i filetti CatCrew per la prima volta, il consiglio rimane lo stesso: inizia con il mix graduale, anche se il tuo gatto è generalmente curioso e poco selettivo. La differenza di profilo rispetto agli alimenti convenzionali (più proteine animali, assenza di cereali, ingredienti diversi) può richiedere qualche giorno di adattamento anche per i gatti meno schizzinosi.
È un buon segno, non un qualcosa di cui preoccuparsi: significa che il cibo è davvero qualitativamente diverso da quello a cui era abituato.